Il Payroll Giving

Il Payroll Giving

Il Payroll giving è un istituto poco conosciuto ed introdotto dal legislatore al fine di incentivare azioni benefiche verso organizzazioni no profit. Per Payroll giving si intende la possibilità che un lavoratore ha di donare una o più ore di stipendio ad una determinata organizzazione no profit con cui l’azienda ha deciso di convenzionarsi.

Più nello specifico, azioni di payroll giving sono realizzabili per tutto l’anno o per frazioni di esso dai lavoratori dipendenti e dai collaboratori a progetto di un’azienda pubblica o privata. L’importo determinato viene donato a un’organizzazione no profit per tramite del datore di lavoro, che trattiene la relativa somma dal mese indicato dal lavoratore per devolverlo all’ente beneficiario. Il funzionamento assomiglia molto ad una normalissima cessione del credito mediante lo stipendio.

In molti casi, allo scopo di moltiplicare le finalità benefiche derivanti dalle scelte dei lavoratori, le aziende decidono di aggiungere una quota di donazione in corrispondenza ad ogni donazione effettuata dai lavoratori. Questo fenomeno virtuoso prende il nome di Match giving.

Istituto molto diffuso nel mondo anglosassone, il payroll giving crea una vera e propria sinergia tra l’azienda, il lavoratore e l’organizzazione no profit convenzionata che porta vantaggi a tutti:

  • l’aziendaha costi di gestione minimi, un ottimo ritorno di immagine (interna ed esterna) e adotta un’iniziativa di Responsabilità Sociale d’Impresa;
  • il lavoratore, senza alcun impegno, sostiene una causa sociale, può recedere dall’iniziativa o modificare l’importo in qualsiasi momento e può godere dei benefici fiscali derivanti dalla donazione;
  • l’organizzazione no profit beneficiariapuò contare su entrate fisse e regolari e, di conseguenza, pianificare al meglio le sue attività relative al progetto proposto all’azienda convenzionata e ai suoi lavoratori.

L’attivazione di una aziona sociale come quella in argomento è molto semplice:

  • l’azienda interessata e l’Ente concludono un accordoin merito, attraverso il quale generalmente l’Ente propone uno (o più) progetti da finanziare attraverso questo strumento;
  • il dipendente autorizza l’azienda, compilando un apposito modulo, a trattenere una certa somma per un certo periodo (anche un solo mese) dalla propria busta paga, e dà mandato ad effettuare per suo conto una donazione a favore dell’Ente
  • l’azienda trattiene in busta pagal’importo scelto dal dipendente ed effettua tramite bonifico bancario (per permettere allo stesso di godere dei benefici fiscali) la donazione a favore dell’Ente specificando che opera come mandataria del dipendente (o dei dipendenti). In più l’azienda trasmette all’Ente un elenco dei donatori, importi singoli e mese di trattenuta;
  • L’Ente restituisce all’aziendauna copia dell’elenco dei donatori, integrandolo con una dichiarazione di ricevimento della somma (con estremi del bonifico) sottoscritta dal legale rappresentante;
  • l’azienda a sua volta rilascia al dipendente un’attestazionecon tutti i dati relativi alla donazione effettuata, alle date di bonifico e allega una copia della ricevuta rilasciata dall’Ente.
  • Nel caso in cui l’azienda abbia attivato anche l’opzione di Match giving, contestualmente al bonifico per le donazioni dei dipendenti effettua anche un bonifico a nome proprio dell’importo scelto. Il CIES Onlus si impegna dunque anche a rilasciare relativa attestazione per l’azienda stessa.

Rilevanti ed interessanti sono anche i riflessi dal punto di vista fiscale:

I lavoratori che effettuano una donazione tramite busta paga potranno in alternativa:

  1. detrarredall’imposta lorda il 30% dell’importo donato, fino a un massimo di 30.000 euro annui (art. 83 del Dlgs 117/2017);
  2. oppure dedurredal reddito complessivo netto l’intero importo delle donazioni in denaro per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato (art. 83 del D.lgs 117/2017). La parte eventualmente eccedente può essere dedotta negli anni successivi, non oltre il quarto.

Allo stesso modo anche le imprese mettono in atto azioni di Match giving effettuando una donazione potranno dedurre dal reddito complessivo l’intero importo delle donazioni in denaro per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato (art. 83 del D.lgs 117/2017). La parte eventualmente eccedente può essere dedotta negli anni successivi, non oltre il quarto.

 

Dott. Stefano Palini