Sicurezza, la normativa Covid alla prova della ripresa del lavoro

Sicurezza, la normativa Covid alla prova della ripresa del lavoro

Di seguito il contributo di Linda Berturazzo, Avvocato senior partner del nostro Studio, pubblicato su ItaliaOggi.

"La legislazione attuale in materia di prevenzione del rischi da contagio è purtroppo - come spesso accade d'altra parte - piuttosto frammentaria e poco precisa. Nei mesi dell'emergenza molteplici disposizioni si sono succedute e alle volte sovrapposte. In alcuni casi si rinvengono disposizioni che necessariamente si devono considerare sorpassate, come il divieto della formazione professionale in presenza o delle trasferte di lavoro, quando in realtà viene oramai consentito - osservando precauzioni minime - di frequentare bar, ristoranti, luoghi di culto, e viaggiare per motivi di piacere. In merito al quesito assai dibattuto se il rispetto dei Protocolli di sicurezza fosse sufficiente ad escludere la responsabilità dell'imprenditore in caso di contagio da coronavirus sul luogo di lavoro, è noto che l'art. 29 bis del D.L. 23/2020 (come convertito dalla legge 5 giugno 2020, n. 40) ha fatto chiarezza sul punto, consentendo di rispondere affermativamente. Considerando che tra le sanzioni per il mancato rispetto del Protocollo di sicurezza vi è la sospensione dell'attività, è evidente come il rischio principale che corrono le imprese sia quello legato al non pieno rispetto delle relative disposizioni".

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