Whistleblowing e ritorsioni contro il segnalante

Un piccolo cilindro in metallo antico con catena appoggiato su una superficie di legno, illuminato da una luce calda

La recente Delibera n. 337 del 9 settembre 2025 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) offre un’analisi esemplare e un monito significativo in materia di protezione del Whistleblower. Il provvedimento, emesso ai sensi dell’art. 24 del D.lgs. n. 24/2023, ha accertato la natura ritorsiva di plurime condotte poste in essere nei confronti di un dipendente pubblico (un medico) in ragione delle sue precedenti segnalazioni di illecito.

La vicenda ribadisce come la tutela del segnalante sia un pilastro imprescindibile della normativa Whistleblowing.

La Segnalazione e le condotte ritorsive

Il caso ha origine dalla comunicazione all’ANAC, avvenuta il 9 febbraio 2024, con cui il medico presso un’Unità Operativa di Chirurgia d’Urgenza, lamentava di aver subito misure ritorsive dal Direttore della medesima U.O.

Le presunte ritorsioni facevano seguito a una pluralità di segnalazioni di illecito inviate al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) a partire dall’aprile 2022. Le segnalazioni denunciavano, in particolare, un collaudato sistema illecito (condotte con rilevanza penale e contabile) che permetteva al Direttore e ad altri medici di far figurare la presenza di più professionisti rispetto a quelli realmente intervenuti nei referti operatori delle c.d. “sale aggiuntive”, al fine di ottenere ingiusti vantaggi patrimoniali (compensi extra).

A seguito delle segnalazioni inviate al RPCT, il Direttore dell’U.O. ha posto in essere un complesso e progressivo sistema ritorsivo, mirato al demansionamento, all’isolamento professionale e alla svalutazione delle competenze del segnalante. In particolare:

- Estromissione Immediata dalle Attività Specialistiche: Già a partire dall’ottobre 2022, il medico segnalante era stato rimosso dall’ambulatorio di proctologia, attività specifica e qualificata;

- Declassamento del Carico Chirurgico: Il professionista era stato progressivamente assegnato a un carico di lavoro chirurgico quantitativamente e qualitativamente dequalificante, che quasi totalmente lo escludeva dagli interventi di chirurgia maggiore e complessa, mentre colleghi con pari o inferiore anzianità vedevano il loro curriculum arricchito da interventi più significativi;

- Esclusione dalle Attività Retribuite (Le Sale Aggiuntive): Il medico veniva costantemente escluso dalle più remunerative attività di “sala aggiuntiva” per tutto il 2023 e il 2024, proprio l’attività che era stata l’oggetto principale delle sue segnalazioni;

- Assegnazione di Attività Demansionanti: Il medico veniva destinato a compiti tipicamente assegnati a personale in formazione (come l’ambulatorio medicazioni e il pre-ricovero);

- Impedimenti al Perfezionamento Professionale: Il Direttore aveva disposto l’esclusione del segnalante da corsi di formazione professionalizzanti, indispensabili per l’aggiornamento e il mantenimento delle competenze chirurgiche;

- Negazione della Strumentazione Necessaria: Il medico segnalante si era visto negare la disponibilità di strumenti di lavoro di base (come un computer e una stampante).

Le Memorie Difensive

Il Direttore chiamato in causa dall’ANAC come presunto autore delle ritorsioni ha presentato una memoria difensiva finalizzata all’archiviazione del procedimento, basando la sua difesa su due argomentazioni principali:

  1. Assenza di Elemento Soggettivo: Il Direttore negava di aver avuto conoscenza delle segnalazioni e, soprattutto, della loro riconducibilità al medico in questione al momento dell’adozione delle misure. Sosteneva di aver appreso il contenuto delle segnalazioni solo nel dicembre 2024, a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari scaturite dalla denuncia, data nella quale aveva potuto accedere al fascicolo della Procura e visionare le denunce/segnalazioni presentate.
  2. Giustificazione Oggettiva delle Misure: Le assegnazioni non qualificanti venivano giustificate da motivazioni tecniche e organizzative, quali: prescrizioni del medico del lavoro che condizionavano l’attività, scarsa disponibilità del segnalante (dovuta a impegni sindacali/formativi) e necessità di tenere conto delle competenze del professionista, che nel periodo 2020-2022 aveva svolto scarsa attività chirurgica per motivi di salute. Anche l’esclusione dalle sale aggiuntive era giustificata come necessità di distribuire le poche sedute tra tutti i chirurghi e la negazione delle attrezzature (PC/Stampante) come prassi aziendale di dotare lo studio medico, non il singolo.

La Valutazione di ANAC: La Natura Ritorsiva delle Condotte

Nella Delibera ANAC rigettava le giustificazioni addotte dal Direttore, in particolare quella relativa alla presunta ignoranza della provenienza delle segnalazioni. L’Autorità riteneva che:

- la cronologia dei fatti smentisse la difesa: le prime misure negative (es. esclusione dall’ambulatorio proctologia) erano state adottate già a partire dall’ottobre 2022, ovvero molto prima di dicembre 2024, data in cui il Direttore affermava di aver avuto conoscenza del contenuto delle denunce e dell’identità implicita del segnalante. Inoltre, la segnalazione del medico sull’ambulatorio era stata trasmessa dal RPCT all’Ufficio procedimenti disciplinari, rendendo plausibile che il Direttore fosse stato informato dei problemi sollevati;

- l’elemento soggettivo era confermato dal contesto poiché la disparità di trattamento era evidente. Il medico infatti era stato relegato a interventi minori ed escluso quasi totalmente dalle sale extra retribuite, mentre colleghi con pari o inferiore anzianità venivano progressivamente inseriti nella chirurgia maggiore, robotizzata e complessa. Le assegnazioni erano state percepite dal segnalante come una “strategia di guerra psicologica, finalizzata a ridurre progressivamente le sue competenze chirurgiche”;

- le giustificazioni tecniche avanzate erano insufficienti. Le motivazioni addotte dal Direttore circa le condizioni di salute o di scarsa disponibilità del medico non venivano ritenute giustificazioni sufficienti a spiegare la totalità delle misure demansionanti e discriminatorie poste in essere.

Conclusioni e Sanzioni irrogate

L’analisi condotta da ANAC si è concentrata sulla sussistenza del nesso di causalità/consequenzialità tra le segnalazioni di illecito e le misure discriminatorie. Rigettando le tesi difensive del Direttore, ANAC ha implicitamente ritenuto che la cronologia dei fatti e l’evidente disparità di trattamento rispetto ai colleghi costituissero prova della natura ritorsiva delle azioni.

Il Direttore, infatti, non è riuscito a fornire giustificazioni obiettive, sufficienti e convincenti per la totalità delle misure demansionanti, come l’esclusione sistematica dalla chirurgia maggiore e dalle attività aggiuntive retribuite. La sequenza temporale ha chiaramente evidenziato che le prime e più significative ritorsioni sono state adottate subito dopo le segnalazioni del 2022.

Ritenuta in via definitiva la natura ritorsiva delle condotte, ANAC ha irrogato al Direttore una sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 16.000,00.